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La storia
di Agustiner Bräu, la più antica birreria di Monaco, comincia a Ratisbona. Sì, fu
proprio in occasione del Capitolo Generale dell'Ordine Augustiniano tenutosi nel 1290 a
Ratisbona e patrocinato dal duca Ludovico l'Austero che nasce l'idea di Augustiner
Bräu.
Negli intervalli del sacro consenso il duca convinse alcuni eremiti augustiniani famosi
per la loro erudizione a seguirlo a Monaco, dove quattro anni più tardi pose la pietra
per un nuovo convento. All'alba del 1328 gli edifici badiali e della birreria erano
pronti. Un
benefico segno del destino doveva verificarsi poco dopo: in un grande incendio scoppiato
nella città di Monaco nella notte fra il 13 e 14 febbraio solo il monastero venne
risparmiato dalle fiamme. Qualche settimana dopo venne martellato il primo zaffo e dalla
breccia zampillò l'originaria birra Augustiner. Questo ormai mitico anno di fondazione
della birreria (1328) coincide con gli avvenimenti narrati da Umberto Eco nel suo
celeberrimo romanzo "Il Nome della Rosa", in cui al contrario l'abbazia venne
divorata dalle lingue di fuoco. Con
l'andar del tempo e lo scorrere lento ma inesorabile dei secoli la birreria primigenia venne
ampliata e migliorata, segno evidente di una crescente prosperità. A ciò
contribuì un editto del duca Massimiliano, datato 1612, che conferiva un grande
privilegio ai monaci augustiniani, ossia l'esenzione dalle tasse, tangibile premio per una
produzione di riconosciuta qualità fin da quei lontani secoli. Napoleone, il portatore
dell'ondata rivoluzionaria che giungeva dalla Francia, secolarizzò i numerosi ordini
religiosi, tra i quali gli Augustiniani, che il 1° ottobre 1803 dovettero lasciare il
monastero dove avevano pregato, lavorato e prodotto la birra per secoli. Dopo un
periodo piuttosto travagliato Augustiner Bräu divenne proprietà di Anton Wagner,
bisavolo dell'attuale proprietario. A quel punto la birreria produceva 5 mila ettolitri di
birra. Oggi sono cifre che fanno sorridere, ma a quel tempo erano ragguardevoli. La sua
energica e dinamica vedova, Teresa, acquistò un locale in
Landsbergerstrasse, dove
trasferì la birreria. Era il 1857 e da allora la Augustiner Bräu non ha più traslocato.
In un susseguirsi di aumenti di produzione, Augustiner rimaneva però sempre fedele alle
antiche ricette. Superati due conflitti mondiali con non poche difficoltà,
Augustiner ha ormai raggiunto 600 mila ettolitri di produzione e, anche se non
esplicitamente ammesso, è diventata la birreria d'elezione dei mastri birrari delle sei
consorelle birrarie di Monaco. E all'ora convenuta brindano con Augustiner. |
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