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Angolo di Lettura: I LUOGHI


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Indice I LUOGHI


  :: Il Covolo
Autore:
Comunità Montana del Brenta

Progetto
grafico
editoriale e testi:
Carmine Abate

foto: Carmine Abate, Gruppo Grotte Giara Modon, Archivi di Innsbruck, Trento, Vicenza, Bassano Gr.

stampa: 
Grafiche Fantinato
(Romano d'Ezzelino)

Informazioni e prenotazione visite:
0424-92211
0424 558035


Le Origini:
Caso singolare di fortezza (kofel in tedesco significa anche "cupola") il Covolo è una cavità carsica, posta a circa 50 m di altezza, scavata nelle rocce calcaree mesozaiche del giurassico e cretaceo, contiene una sorgente perenne interna captata da due cisterne sempre piene d'acqua: è lungo m. 30, profondo m. 24, alta internamente m.14.

Situata nel punto più stretto della gola tra Cismon e Primolono il Covolo di Butistone costituisce da sempre un nodo di sbarramento e di difesa naturali sulla strada che da Bassano porta a Trento e s'inserisce come parte integrante di un sistema difensivo più ampio, a controllo dei Passi del Canale di Brenta. Le prime testimonianze di una frequentazione del Covolo e dell' esistenza di fortificazioni risalgono ai primi anni del Mille, come emerge dalla documentazione d'archivio. Tuttavia molti sono gli indizi che fanno ritenere fortemente probabile un precedente utilizzo di questa cavità e del territorio circostante, a ridosso della montagna.

Le testimonianze storiografiche dei secoli scorsi avanzano l'ipotesi di un'origine longobarda e primo ancora romano, ma sono soprattutto gli sporadici ritrovamenti archeologici che sembrano avvalorare tale considerazione. Durante gli anni Settanta furono trovate all'interno delle strutture del Covolo quindici monete medievali e un bronzo recante l'effige dell'imperatore Aureliano (270-285 d. C.). 

A questo si aggiungo lo presunto presenza nel castello, sotto lo strato pavimentale in ciottoli del Brenta, di uno precedente pavimentazione in lastre di pietra. Ad ulteriore sostegno dell'origine romano, risale ai primi del Novecento il ritrovamento nei pressi del Costello di due statuette bronzee, attualmente esposte presso il Museo Civico di Bassano del Grappa: lo prima, raffigurante Ercole, fu scoperta a Forte Tombion, nelle immediate vicinanze del Covolo, la seconda, raffigurante Mercurio, fu invece trovata a Cismon, nei pressi dello chiesetta di N. S. del Pedancino. L'ipotesi di una funzione di rifugio dello cavità in epoca molto antica, nonostante l'inaccessibilità del luogo, è verosimile anche grazie alla presenza d'acqua sorgiva costante, che ancoro oggi alimenta un pozzo ed una cisterna. Do un punto di visto architettonico l'intero complesso si articola in due parti distinte sebbene collegate sotto l'aspetto funzionale: il Castello Superiore, all'interno dello grotta, e il Castello Inferiore, stazione di dazio per molti secoli, o sbarramento dell' antico strada che attraversavo lo Bassa Valsugana a valle acconto al fiume.

Delle strutture del Castello Inferiore restano ormai solo pochi resti conservati in alzato, e prossimi ad un progressivo ed incombente degrado. Le strutture del Castello Superiore, protette dalla cavità naturale e dalla difficoltà d'accesso, 
presentano invece un discreto stato di conservazione. in quattro piani, di cui uno ipogeo, organizzati in numerosi ambienti, alcuni costruiti in muratura, altri scavati direttamente nella roccia. La più antica descrizione di queste strutture risale al 1658-1682, sebbene qualche indizio si ritrovi in uno scritto di Odorico Capra del 1596; nessuna fonte documentaria o iconografica, pertanto, riporta al momento una immagine del castello onte XVI sec. 
Certamente, da quando il Covolo di Butistone compare per la prima volta nella documentazione, nel 1004, la sua storia lo vede oggetto di contesa tra campioni avversi. Nei secoli il Covolo è passato sotto le dominazioni Carrarese, Scaligera, Viscontea, Veneziana, Austriaca e poi del Regno d'Italia: tra il 1509 e 1512 durante lo guerra di Cambrai venne sottratto a Venezia ed entrò a far parte del dominio di casa d'Austria diventando un "enclave" sino al 1861. Anche se l'ultimo utilizzo risale alla Prima Guerra Mondiale, lo sua funzione strategica cessò tuttavia quando Napoleone lo fece smantellare.

Punto chiave del Canale di Brenta (insieme al forte della Scala e alla Bastia di Enego fungeva da controllo militare e daziario dell'intera vallata) il Covolo era accessibile solo attraverso un dispositivo ad argano che sollevava una apposita cesta per caricare persone e merci. Oggi il castello e lo grotta sono visitabili, sempre con guida speleologica e storica, ogni domenica durante i mesi primaverili ed estivi. 

Scalinata di pietra che porta al 2° livello
Affresco sulle pareti merlate
Altare e chiesetta di S.Giovanni
Corridoio del 1° livello
Il Forno
Merlature e corridorio al 2° livello
Vista sulla valle del Brenta

Le Vicende Storiche:
  • 1004 Durante le compagne militari contro il marchese Arduino d'lvrea l'imperatore, Enrico II conquista il Covolo e si apre lo strada verso lo pianura italiana.
  • 1184 Il "teloneo Cuvuli de Brenta" rientro tra i possessi temporali del vescovado di Feltre.
  • 1204 Il vescovo di Feltre e Belluno vende le rendite di Primiero e del Covolo "di Brenta" e ne investe Enrighetto di Ramboldo e Cenzigrado .
  • 1227 E' fatto restaurare dal vescovo di Feltre insieme od altri castelli dello zona.
  • 1236 Il Covolo è definito dai viaggiatori: "Ibi est antrum naturale in monte, et urbs de antro facta. Nequam sunt in antra, cum suciis tranceas.
  • 1260 La città di Feltre ha un proprio capitano al Covolo. Si tratta di Giovanni Pietro Muffoni che percepisce un compenso di 12 lire al mese più la riscossione delle gabelle.
  • 1321 Cade nelle mani Cangrande della Scala
  • 1337 E' in possesso di Siccone di Caldonazzo 
  • 1346 Giacomo da Carrara, signore di Padova, ne entra in possesso con una trattativa diplomatica.
  • 1386 E' conquistata da Alberto della Scala con un bombardamento dalle alture di Enego.
  • 1388 Con Feltre possa a Gian Galeazzo Visconti.
  • 1404 Segue ancora il destino di Feltre, la quale si è doto spontaneamente alla repubblica di Venezia.
  • 1411 Conquistato dalle truppe di Pippo Spano, condottiero dell'imperatore Sigismondo, insieme al castello della Scala.
  • 1420 Il Covolo e il castello della Scala tornano in mano alla repubblica di Venezia
  • 1508 Durante l'incoronazione dell'imperatore Massimiliano I d'Asburgo viene conquistato dalle sue truppe, presto perduto.
  • 1512 E' conquistato definitivamente dalle truppe imperiali e diventa un'enclave dello contea del Tirolo all'interno dello stato veneto 
  • 1513 lavori alla cantina e alla cisterna.
  • 1542 Smascherato il tentativo del tessitore Giuseppe Brenzo detto il Tognaga di Enego di consegnare lo fortezza al capitano dello Scola. E' giustiziato con lo madre, lavandaia al castello
  • 1549 Sono terminati i avori i ristrutturazione del castello superiore. All'interno dello balaustra merlata vengono offrescati gli stemmi araldici delle famiglie amministrative dei Confini Italiani dello conteo tirolese: Castellalto, Welsberg, Botsch
  • 1583 I funzionari dell'arciduca d'Austria mettono uno catena sul Brenta contro il traffico di legnami.
  • 1594 Vengono costruiti due mulini o mano.
  • 1606 Sotto il comando di Francesco Caldogno, Ispettore e Provveditore ai Confini in terra vicentina, è spezzata o colpi d'accetta lo catena ancorata alle rive del Brenta.
  • 1611 Francesco Coldogno, nipote e omonimo del Provveditore ai Confini, guida uno spedizione per demolire i muri eretti o protezione di alcuni appezzamenti di terreno occupati abusivamente oltre i confini dello cosa del dazio. 
  • 1751 lo commissione austro-veneta nominata per dirimere le questioni di confine, delibera di non ampliare le mura di cinta dello fortezza. Si dà altresì ordine di eseguire un disegno del sito. Viene anche disposto che lo tariffa dazionaria sia regolamentata dallo stato veneto, casi come il pedaggio del ponte di Cismon. 
  • 1783 Il castello superiore è abbandonato dai soldati e sgomberato dalle munizioni.
  • 1796 Distrutta la dogana in uno scontro tra i nopoleonici del gen. Augerou e gli austriaci.
  • 1800 Nel corso del secolo non è più ripristinato, ma sostituito da una fortificazione più moderna eretta sul finire del secolo, il forte Tombion 
  • 1805 Con lo pace di Presburgo è annesso per breve tempo al Regno d'Italia 
  • 1915 E' utilizzato come polveriera nel corso dello prima guerra mondiale 

La Visita:

Il programma di studi e restauri avviato in questi anni con il finanziamento della Comunità Europea ha integrato fini scientifici e di tutela con una proposta culturale ed economica per la realizzazione di un museo all'aperto, attraverso strumenti didattici e un percorso di visita articolato che consente al visitatore di conoscere tematiche diverse secondo vari approfondimenti. Nel Comune di Cismon del Grappa è stata aperta la Sezione Archeologica del Museo con i ritrovamenti medioevali e rinascimentali corredati da una serie di pannelli informativi sulla morfologia e sulle caratteristiche ambientali della valle. Presso il Forte Tombion è possibile rivivere il clima di frontiera e le imprese eroiche della Prima Guerra Mondiale, addentrandosi nei corridoi e negli stanzoni del caposaldo e per i sentieri a trincea lungo il pendio scosceso. 

 


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