| Caso singolare di fortezza (kofel in tedesco significa anche "cupola") il Covolo è una cavità carsica, posta a circa 50 m di altezza, scavata nelle rocce calcaree mesozaiche del giurassico e cretaceo, contiene una sorgente perenne interna captata da due cisterne sempre piene d'acqua: è lungo m. 30, profondo m. 24, alta internamente m.14.
Situata nel punto più stretto della gola tra Cismon e Primolono il Covolo di Butistone costituisce da sempre un nodo di sbarramento e di difesa naturali sulla strada che da Bassano porta a Trento e s'inserisce come parte integrante di un sistema difensivo più ampio, a controllo dei Passi del Canale di Brenta. Le prime testimonianze di una frequentazione del Covolo e dell' esistenza di fortificazioni risalgono ai primi anni del Mille, come emerge dalla documentazione d'archivio. Tuttavia molti sono gli indizi che fanno ritenere fortemente probabile un precedente utilizzo di questa cavità e del territorio circostante, a ridosso della montagna.
Le testimonianze storiografiche dei secoli scorsi avanzano l'ipotesi di un'origine longobarda e primo ancora romano, ma sono soprattutto gli sporadici ritrovamenti archeologici che sembrano avvalorare tale considerazione. Durante gli anni Settanta furono trovate all'interno delle strutture del Covolo quindici monete medievali e un bronzo recante l'effige dell'imperatore Aureliano (270-285 d. C.).
A questo si aggiungo lo presunto presenza nel castello, sotto lo strato pavimentale in ciottoli del Brenta, di uno precedente pavimentazione in lastre di pietra. Ad ulteriore sostegno dell'origine romano, risale ai primi del Novecento il ritrovamento nei pressi del Costello di due statuette bronzee, attualmente esposte presso il Museo Civico di Bassano del Grappa: lo prima, raffigurante Ercole, fu scoperta a Forte Tombion, nelle immediate vicinanze del Covolo, la seconda, raffigurante Mercurio, fu invece trovata a Cismon, nei pressi dello chiesetta di N. S. del Pedancino. L'ipotesi di una funzione di rifugio dello cavità in epoca molto antica, nonostante l'inaccessibilità del luogo, è verosimile anche grazie alla presenza d'acqua sorgiva costante, che ancoro oggi alimenta un pozzo ed una cisterna. Do un punto di visto architettonico l'intero complesso si articola in due parti distinte sebbene collegate sotto l'aspetto funzionale: il Castello Superiore, all'interno dello grotta, e il Castello Inferiore, stazione di dazio per molti secoli, o sbarramento dell' antico strada che attraversavo lo Bassa Valsugana a valle acconto al fiume.
Delle strutture del Castello Inferiore restano ormai solo pochi resti conservati in alzato, e prossimi ad un progressivo ed incombente degrado. Le strutture del Castello Superiore, protette dalla cavità naturale e dalla difficoltà d'accesso,
presentano invece un discreto stato di conservazione. in quattro piani, di cui uno ipogeo, organizzati in numerosi ambienti, alcuni costruiti in muratura, altri scavati direttamente nella roccia. La più antica descrizione di queste strutture risale al 1658-1682, sebbene qualche indizio si ritrovi in uno scritto di Odorico Capra del 1596; nessuna fonte documentaria o iconografica, pertanto, riporta al momento una immagine del castello onte XVI sec.
Certamente, da quando il Covolo di Butistone compare per la prima volta nella documentazione, nel 1004, la sua storia lo vede oggetto di contesa tra campioni avversi. Nei secoli il Covolo è passato sotto le dominazioni Carrarese, Scaligera, Viscontea, Veneziana, Austriaca e poi del Regno d'Italia: tra il 1509 e 1512 durante lo guerra di Cambrai venne sottratto a Venezia ed entrò a far parte del dominio di casa d'Austria diventando un "enclave" sino al 1861. Anche se l'ultimo utilizzo risale alla Prima Guerra Mondiale, lo sua funzione strategica cessò tuttavia quando Napoleone lo fece smantellare.
Punto chiave del Canale di Brenta (insieme al forte della Scala e alla Bastia di Enego fungeva da controllo militare e daziario dell'intera vallata) il Covolo era accessibile solo attraverso un dispositivo ad argano che sollevava una apposita cesta per caricare persone e merci. Oggi il castello e lo grotta sono visitabili, sempre con guida speleologica e storica, ogni domenica durante i mesi primaverili ed estivi. |
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